Gli occhi di Castel Thun
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Gli occhi di Castel Thun

Già dalla prima infanzia la natura ci chiama a voler essere noi stessi. Ma è faticoso rinunciare a ricalcare quelle impronte così ben visibili che ci appaiono davanti, quelle dei nostri padri: grandi, confortanti, sicure. E’ facile confondersi quando si vede nell’adulto, o nella società un essere che assomiglia all’idea di noi da grandi.

La bambina, protagonista di questa fiaba moderna, si muove per inseguire le orme del padre, ma nel viaggio è sola con se stessa, sola con le proprie scelte.

Intraprende la strada dell’EssereAdulti, supera il caos della folla, conosce i condizionamenti, i conflitti e finalmente accede alla magia della vita, al tempio dei faggi sacri. Specchio della natura, del Kosmos, vero centro di comunione con noi stessi. E se la meta è il viaggio della crescita, l’esplorazione degli elementi esterni che si riflettono nell’interiorità sono vie percorse, pasti consumati, momenti catartici di unione con noi, nel Tutto.

Direzione artistica e soggetto: Federica Marchi

Regia e drammaturgia: Emilio Frattini

Aiuto regista e dialoghi: Oliviero Corbetta

Con: Chiara Ore Visca, Federica Marchi, Emilio Frattini, Oliviero Corbetta, Lucas Joaquin da Tos, Benedetta Ferrera

Coreografie: Seydi Rodriguez Gutierrez

Danzatrici: Natasha Belsito, Paola Carlucci, Seydi Rodriguez Gutierrez

Musicisti: Angel Ballester Veliz, Stephane Gourlay e TTT (Renato Morelli, Bice Morelli, Pietro Berlanda, Andrea Ruocco)

Comparse: Robert Schuster, Andrea Andreatta, Daniela Cappiello, Ana Isabel Andrade Luna

Video Maker: Diego Di Salvo